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Consiglio dei ministri n. 148 del 05 novembre 2025:
tra ambiente e le nuove direttrici normative

Il Consiglio dei Ministri, riunitosi a Palazzo Chigi mercoledì 5 novembre 2025, ha approvato una serie di provvedimenti di ampio respiro che spaziano dall’adeguamento normativo in materia finanziaria alla transizione verde, fino alla gestione sostenibile delle risorse idriche e dei rifiuti.

IL FOCUS SULL’AMBIENTE

Transizione verde e tutela dei consumatori

Il Governo ha inoltre approvato il decreto legislativo di attuazione della direttiva (UE) 2024/825, che rafforza la tutela dei consumatori nella transizione ecologica. La norma introduce strumenti per contrastare il greenwashing, ovvero le dichiarazioni ambientali infondate o ingannevoli, e promuove una trasparenza informativa reale sui prodotti sostenibili. Tra le novità, un’etichetta armonizzata che comunicherà la durabilità commerciale dei prodotti, riducendo l’obsolescenza programmata e incentivando la scelta consapevole dei consumatori. Una misura che si inserisce nel percorso verso una economia circolare più credibile e controllabile.

 

Batterie e rifiuti di batterie: nuova disciplina europea

Altro tema di rilievo è l’approvazione del decreto di recepimento del Regolamento (UE) 2023/1542 sulle batterie e sui rifiuti di batterie, destinato a sostituire la direttiva 2006/66/CE.
Il provvedimento regola l’intero ciclo di vita delle batterie, introducendo obblighi di conformità, tracciabilità e responsabilità per gli operatori economici. È prevista l’istituzione di un Registro dei produttori di batterie e di un Centro di coordinamento nazionale, con il fine di migliorare la raccolta, il riciclo e l’uso sostenibile delle materie prime critiche. Un passo decisivo verso la piena integrazione ambientale nel settore tecnologico ed energetico.

 

Acque reflue e riuso sostenibile

In linea con la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici, è stato approvato in esame preliminare un regolamento per l’attuazione del Regolamento (UE) 2020/741 sul riutilizzo delle acque reflue affinate. Il testo disciplina criteri, modalità e condizioni di impiego delle acque rigenerate, promuovendo il loro riuso in agricoltura e altri settori produttivi.
Viene introdotto l’obbligo di un Piano di gestione dei rischi per garantire la sicurezza igienico-ambientale, delineando ruoli e responsabilità di gestori e utilizzatori. Una riforma che risponde alla crescente emergenza idrica nazionale con una logica di economia circolare.

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