RENTRI: al via l’ultimo scaglione per la digitalizzazione e le iscrizioni
- Dicembre 15, 2025
- /Ambiente/Normativa/RENTRI
Il Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti entra nella fase più impegnativa del suo percorso di attuazione: a partire dal 15 dicembre si apre l’ultima finestra temporale per l’iscrizione, rivolta ai produttori di rifiuti pericolosi con meno di dieci addetti. Si tratta dello scaglione conclusivo di un processo progressivo che, dopo aver coinvolto grandi aziende, operatori della gestione ambientale e imprese di medie dimensioni, investe ora il segmento più diffuso e frammentato del tessuto produttivo italiano.
Laboratori artigiani, officine di manutenzione, piccole attività manifatturiere e servizi alla persona sono chiamati ad adeguarsi a un sistema di tracciabilità interamente informatizzato, abbandonando pratiche fondate su registri cartacei e compilazioni manuali. Secondo le stime, le realtà interessate da questa fase sono circa 200 mila, un numero tale da rendere questo passaggio il banco di prova più significativo per la tenuta complessiva del RENTRI.
I dati disponibili mostrano un’adesione già ampia. Secondo le stime calcolate, gli operatori accreditati superano le 160 mila unità, con una netta prevalenza di produttori iniziali, e il volume delle registrazioni trasmesse ha già raggiunto quota 70 milioni. Una parte significativa degli iscritti – oltre 48 mila – appartiene alla fascia sotto i dieci dipendenti, segnale di una propensione all’adeguamento anticipato. Resta però il fatto che l’ultima finestra potrebbe determinare un afflusso di nuovi soggetti superiore a quello registrato nelle fasi precedenti, mettendo sotto pressione l’intero impianto organizzativo.
L’adozione del registro digitale, tuttavia, rappresenta soltanto il primo step di un percorso destinato a culminare il 13 febbraio 2026, data in cui si completerà definitivamente la transizione al formulario di identificazione dei rifiuti in versione elettronica.
Anche estetisti, tatuatori e acconciatori hanno l’obbligo di iscrizione?

In questo scenario si colloca, quindi, anche il tema dell’obbligo di iscrizione per alcune categorie professionali. La Confartigianato di Imperia ha confermato che, nonostante le istanze avanzate a livello nazionale, acconciatori, estetisti e tatuatori che producono rifiuti pericolosi restano tenuti all’iscrizione al RENTRI entro il 13 febbraio 2026. Una scelta che ha suscitato malcontento nella categoria. “Si continua a parlare di semplificazione, ma nella pratica la burocrazia appare sempre più onerosa e, talvolta, sproporzionata”, ha commentato Cristian Castigliola, presidente degli acconciatori.
Accanto alle critiche, emerge però anche una lettura orientata alla responsabilità ambientale. “Il rafforzamento dei controlli e della tracciabilità è essenziale per garantire una gestione corretta dei rifiuti”, ha affermato Paola Ratuis, presidente delle estetiste di Confartigianato Imperia, sottolineando il valore di un coinvolgimento attivo anche delle realtà di dimensioni ridotte. La stessa associazione ha attivato una struttura dedicata all’assistenza sul RENTRI, con l’obiettivo di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso di adeguamento.
La transizione verso una tracciabilità digitale dei rifiuti è ormai un passaggio irreversibile. Il RENTRI non si limita a introdurre nuovi obblighi formali, ma impone una revisione profonda dei processi interni e dell’approccio culturale alla gestione ambientale. Per le microimprese, la sfida sarà duplice: acquisire competenze operative adeguate e maturare la consapevolezza che, dal 2026, la conformità normativa passerà inevitabilmente attraverso il digitale.
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