End of Waste del legno: al via la consultazione pubblica del MASE su un passaggio chiave per l’economia circolare
- Dicembre 18, 2025
- /Ambiente/Normativa/RENTRI
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha avviato ufficialmente la consultazione pubblica sullo schema di decreto che disciplina la cessazione della qualifica di rifiuto per i rifiuti a base di legno. Si tratta di un passaggio normativo di rilievo, destinato a incidere in modo significativo sull’intera filiera del recupero, del riciclo e del riutilizzo di uno dei materiali più diffusi e strategici nell’economia circolare.
Il provvedimento si inserisce nel solco tracciato dall’articolo 184-ter del Decreto legislativo 152/2006, che consente a determinate tipologie di rifiuto, una volta sottoposte a operazioni di recupero conformi a criteri prestabiliti, di perdere la qualifica giuridica di rifiuto e di essere reimmesse sul mercato come prodotti. In assenza di criteri europei uniformi, spetta infatti agli Stati membri definire, tramite regolamenti nazionali, le condizioni tecniche e ambientali che rendono possibile questo passaggio.
Un quadro normativo atteso dal settore
Lo schema di decreto in consultazione risponde a un’esigenza da tempo avvertita dagli operatori: disporre di regole chiare, omogenee e applicabili su scala nazionale per la gestione dei rifiuti di legno destinati al recupero. Fino a oggi, l’assenza di criteri specifici ha spesso generato incertezze operative, interpretazioni difformi a livello territoriale e un ricorso non sempre agevole alle autorizzazioni “caso per caso”.
Il nuovo regolamento mira invece a definire un perimetro certo, individuando in modo puntuale quali rifiuti possono accedere al percorso di “fine rifiuto” e a quali condizioni.
Cosa prevede lo schema di regolamento
Il testo affronta diversi profili fondamentali. In primo luogo, chiarisce le definizioni e i requisiti di ammissibilità dei rifiuti di legno, stabilendo quali flussi possano essere avviati alle operazioni di recupero finalizzate all’End of Waste e quali, invece, ne restino esclusi.
Vengono poi individuati gli scopi specifici per i quali il legno recuperato può essere utilizzato una volta cessata la qualifica di rifiuto. Tra questi rientrano, a titolo esemplificativo, gli impieghi nella falegnameria, nell’industria cartaria, nella produzione di pannelli e semilavorati, nonché la realizzazione di cippato, pellet e bricchette destinati a impianti di combustione, nel rispetto delle normative di settore.
Particolare attenzione è riservata ai controlli sui rifiuti in ingresso agli impianti di recupero e ai requisiti di qualità del materiale in uscita. Il decreto stabilisce criteri tecnici e parametri che il legno recuperato deve soddisfare affinché possa essere considerato idoneo all’uso previsto, garantendo che il suo impiego non comporti rischi per l’ambiente o per la salute umana.
Ruolo e responsabilità degli operatori
Un altro aspetto centrale riguarda le responsabilità dei soggetti coinvolti. Lo schema di decreto attribuisce un ruolo chiave ai produttori del materiale End of Waste, chiamati a verificare il rispetto dei criteri normativi e a formalizzare tale verifica attraverso specifiche modalità di autocertificazione. Si rafforza così il principio di responsabilizzazione dell’operatore, che diventa garante della conformità del prodotto alle condizioni di legge.
Questo approccio, già adottato in altri decreti End of Waste, mira a coniugare semplificazione amministrativa e tutela ambientale, affidando al sistema dei controlli successivi il compito di vigilare sull’effettiva applicazione delle regole.
La consultazione pubblica: un’opportunità da cogliere
La consultazione resterà aperta fino al 9 gennaio 2026 sulla piattaforma del MASE dedicata alla partecipazione degli stakeholder. Si tratta di un’occasione concreta per imprese, associazioni di categoria, professionisti e soggetti della filiera ambientale di contribuire al perfezionamento del testo, segnalando criticità applicative, proponendo integrazioni o suggerendo correttivi utili a rendere il decreto realmente efficace.
Il confronto pubblico assume particolare importanza in un ambito, come quello del legno, caratterizzato da una forte eterogeneità dei flussi e degli utilizzi finali. La qualità del regolamento definitivo dipenderà anche dalla capacità di intercettare le esigenze operative del settore senza compromettere gli obiettivi di tutela ambientale.
Verso una gestione più matura del recupero del legno
L’adozione del decreto End of Waste per i rifiuti di legno rappresenta un ulteriore tassello nel processo di transizione verso un modello di gestione dei rifiuti sempre più orientato al recupero di materia e alla riduzione degli smaltimenti. Se ben calibrato, il provvedimento potrà favorire investimenti, certezza giuridica e valorizzazione di un materiale che, da rifiuto, può tornare a essere risorsa.
La fase di consultazione in corso è dunque un passaggio cruciale, non solo sul piano normativo, ma anche culturale: è qui che si gioca la possibilità di costruire una disciplina condivisa, capace di sostenere davvero l’economia circolare del legno in Italia.
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