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FIR DIGITALE: CONCLUSA LA FASE EMERGENZIALE, ORA SPINTA DECISIVA VERSO IL SISTEMA RENTRI

Si avvia a conclusione la fase emergenziale legata all’introduzione del formulario di identificazione dei rifiuti in formato digitale (xFIR). A partire dalla mezzanotte tra il 13 e il 14 aprile, infatti, sarà ripristinata la piena operatività del sistema, segnando il superamento delle criticità tecniche che avevano caratterizzato l’avvio del Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI).

 

L’annuncio è stato formalizzato dal Ministero dell’Ambiente attraverso un avviso pubblicato sul portale ufficiale, nel quale si precisa che l’intervento straordinario attivato in occasione del debutto dell’xFIR – necessario per fronteggiare rallentamenti e disfunzioni dell’infrastruttura informatica – deve considerarsi definitivamente chiuso.

 

Dal 14 aprile, pertanto, non sarà più possibile invocare l’indisponibilità del sistema per giustificare l’utilizzo del formulario cartaceo in sostituzione di quello digitale. Rimane tuttavia in vigore il cosiddetto “doppio regime”, che consente agli operatori di continuare a utilizzare il formato tradizionale fino al 15 settembre, in forza delle disposizioni introdotte in sede di conversione del decreto “Milleproroghe”.

 

Fonte: https://www.rentri.gov.it/

 

La comunicazione ministeriale assume, più che un valore strettamente operativo, una funzione di indirizzo: a circa due mesi dall’avvio – segnato da non poche difficoltà – il sistema può dirsi ormai stabilizzato sotto il profilo tecnico. Ne deriva che la responsabilità del passaggio al digitale ricade ora sui soggetti obbligati, in particolare sui produttori iniziali di rifiuti iscritti al RENTRI, chiamati a pianificare e completare la transizione entro il termine ultimo del 15 settembre.

 

I dati forniti dal Ministero evidenziano un sistema in crescita ma ancora lontano dal pieno regime: alla data del 26 marzo risultavano oltre 515.000 formulari digitali accettati a destino, elaborati da circa 6.000 impianti su un totale di 14.000 iscritti. Un volume che, secondo le stime, rappresenta attualmente tra il 40% e il 50% del potenziale complessivo.

 

In questo contesto, la chiusura della fase emergenziale è destinata a svolgere un ruolo propulsivo, incentivando gli operatori ad anticipare l’adozione definitiva del digitale. L’obiettivo dichiarato è evitare un passaggio massivo e concentrato in prossimità della scadenza di settembre, che rischierebbe di generare nuove criticità operative e compromettere l’efficienza del sistema.

Il percorso verso la digitalizzazione della tracciabilità dei rifiuti, dunque, entra nella sua fase decisiva: non più una sperimentazione assistita, ma un processo ormai maturo, che richiede una piena assunzione di responsabilità da parte degli operatori del settore.

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