La Valutazione di Impatto Generazionale (VIG): un nuovo paradigma per la sostenibilità normativa e la tutela dell’ambiente
- Novembre 25, 2025
- /Ambiente/Normativa
Con l’entrata in vigore il 29 novembre 2025 della Legge 10 novembre 2025, n. 167, l’ordinamento italiano introduce un tassello normativo fondamentale nel quadro delle politiche di sostenibilità e responsabilità pubblica: la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG). Tale strumento nasce con un obiettivo ambizioso: integrare la prospettiva delle generazioni future nella produzione normativa, contribuendo a rendere più equa, lungimirante e sostenibile l’azione pubblica.
Cos’è la Valutazione di Impatto Generazionale (VIG)
La VIG è una analisi preventiva degli effetti ambientali o sociali che un atto normativo del Governo può generare sui giovani e sulle generazioni future. Rappresenta, di fatto, una estensione e un rafforzamento dell’Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR) di cui all’art. 14 della legge 28 novembre 2005, n. 246.
L’obiettivo è duplice:
- Promuovere l’equità intergenerazionale, evitando che le decisioni politiche attuali scarichino costi, rischi o criticità su chi verrà dopo.
- Garantire una maggiore trasparenza e responsabilità nella produzione normativa, introducendo criteri di valutazione che superano l’orizzonte decisionale a breve termine.
La VIG si applica a tutti gli atti normativi del Governo, ad eccezione dei decreti-legge, e verrà disciplinata nel dettaglio da un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato di concerto con l’autorità politica delegata alle politiche giovanili, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Il rapporto tra VIG e tutela ambientale
La dimensione ambientale è al centro della VIG. La norma chiarisce che la valutazione è comunque obbligatoria quando un atto normativo comporta effetti ambientali significativi a carico dei giovani e delle generazioni future. Questo passaggio è cruciale, perché:
- riconosce il ruolo dell’ambiente come asse portante dell’equità intergenerazionale;
- collega il VIG a temi strutturali come cambiamenti climatici, consumo del suolo, uso delle risorse, gestione dei rifiuti, transizione energetica;
- integra la VIG negli strumenti esistenti di analisi ambientale (VAS, VIA, valutazioni settoriali), creando un ulteriore livello di lettura orientato al lungo periodo.
L’ambito ambientale, per sua natura, è quello in cui le scelte del presente incidono più violentemente sul futuro: una norma che riguarda le emissioni industriali, il trattamento dei rifiuti, le infrastrutture, i trasporti, l’energia o la gestione dell’acqua, può generare effetti che si manifestano non nell’immediato, ma nel corso di decenni. In questo senso, la VIG diventa uno strumento di giustizia climatica e ambientale.
VIG e politica ambientale: applicazioni concrete
Nel settore ambientale la VIG potrebbe avere applicazioni rilevanti su:
- norme sulla gestione dei rifiuti (economia circolare, digitalizzazione dei flussi, sistemi di tracciamento come RENTRI);
- piani energetici nazionali e sviluppo delle rinnovabili;
- regolamentazioni sul consumo del suolo e urbanistica sostenibile;
- politiche di adattamento e mitigazione climatica;
- norme su qualità dell’aria e delle acque;
- grandi opere e infrastrutture;
- misure fiscali in campo ambientale (tasse, incentivi, sussidi dannosi).
La VIG potrebbe imporre al legislatore di documentare, ad esempio, come una nuova infrastruttura incide sulle emissioni future, sul paesaggio o sulla resilienza climatica; o come una norma sui rifiuti agevoli o ostacoli gli obiettivi di riciclo negli anni a venire.
Criticità e sfide attuative
Come ogni innovazione normativa, anche la VIG dovrà confrontarsi con alcune criticità:
- rischio di formalismo: l’analisi potrebbe ridursi a un adempimento burocratico privo di reale impatto;
- necessità di competenze tecniche interdisciplinari (economiche, ambientali, demografiche);
- coordinamento con le valutazioni ambientali già esistenti per evitare sovrapposizioni;
- mancanza di dati previsionali solidi, soprattutto sulle proiezioni climatiche e demografiche;
- potenziali ritardi nei processi normativi, se gli strumenti non saranno standardizzati e digitalizzati.
La sfida principale sarà creare un modello di VIG capace di essere snello, predittivo e realmente informativo.
La Valutazione di Impatto Generazionale introduce una logica innovativa nella regolazione italiana: una logica che guarda oltre il presente e considera l’ambiente come un’eredità da conservare, non come una risorsa da consumare.
Il successo della VIG dipenderà dalla qualità dei criteri attuativi, dall’integrazione con le politiche ambientali e dalla capacità del legislatore di superare la tentazione dell’immediatezza.
Se attuata con rigore, la VIG può diventare uno strumento decisivo per accompagnare l’Italia verso una governance più lungimirante, sostenibile e giusta nei confronti delle generazioni future.
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